L’AZIENDA AGRICOLA "BELLAVISTA"

La famiglia NatiLa famiglia Nati arriva alla pianura dai monti di Crespino, vicino  Marradi, e qui in Romagna le viene dato il soprannome di "I BELAVESTA", "I BELLAVISTA" in italiano, si presume perchè provenivano dai monti, dove probabilmente si godeva di una bella visuale.

La grande famiglia dei Nati lavorava e abitava nei "poderi della Brocca" a Savarna, allora della contessa Graziani, e nel 1960 la sola famiglia di Nati Mario ed i genitori, la moglie Francesca (Chichina) ed i figli Lino, Anna, Giuseppina, Romano, Lidia e Ottavio (Ada e Giovanna si erano già sposate) decise di trasferirsi a Grattacoppa nel podere del dottor Ortolani di Ravenna e di abitare in quella che noi abbiamo sempre chiamato la “casa vecchia”: una casa colonica con annessi circa 17 ettari di terra da coltivare.

Tutti, adulti e ragazzi, si dedicavano al lavoro nei campi e alla gestione degli animali. Il contratto con il “padrone” era a mezzadria, ovvero a quest’ ultimo veniva dato il 40% dei raccolti e il restante 60% rimaneva alla famiglia Nati, le spese venivano, invece, divise al 50%.

Si coltivavano grano, barbabietole da zucchero, erba medica, vite, peschi, peri e meli, tutti i lavori venivano fatti a mano poiché gli unici mezzi agricoli posseduti erano un trattore, un trattore a cingoli, un aratro e un atomizzatore.

Nello "stalletto" non mancavano mai due maiali presenze fisse rinnovate di anno in anno, nel cortile a razzolare non mancavano mai le galline, le faraone, i tacchini, le anatre e le oche, nelle gabbie non mancavano mai due coppie di conigli e nella stalla hanno soggiornato periodicamente fino a 14 vacche, 4 pecore e 4 caprette. Presenze fisse anche gatto, cane e, in casa, qualche topolino. Ogni anno si macellavano i maiali e si faceva il vino rosso, onorando così il detto contadino “E CUNTADE' SZA PÔRC E SZA VE' E FA ONA BRÒTA FE'”  (il contadino senza maiale e senza vino fa una brutta fine).

Fino al 1965 circa, erba medica e grano venivano venduti ai privati contrattando (andava il nonno Mario) nelle piazze di Lugo e Ravenna, poi si fece socio alla cooperativa Le Romagnole, ma anche la frutta veniva venduta ad un privato di Massa Lombarda, che veniva a prenderla direttamente da casa.

Negli anni ‘60/’70, con una produzione media di 70 q. li/ha il grano costava £20.000 (circa €10) al quintale. Negli ultimi dieci anni, con la stessa produzione per ettaro, il grano oscilla tra i 15 e 22 € (circa £35.000). Questo semplice curioso confronto ci permette di capire come una volta una numerosa famiglia riusciva ad andare avanti coltivando poca terra mentre oggi si fanno "i salti mortali" per riuscire a sopravvivere!
La famiglia aveva solo una macchina, Fiat 1100, affiancata nel 1966 da una Fiat 124, ognuno aveva però una bicicletta!

La famiglia Ricci lavorava e abitava a Torri di Mezzano in un piccolo podere di proprietà di circa due ettari sotto l'argine del fiume Lamone. Vivevano nella casa Alberto (Berto) con la moglie Geltrude (Tutina) e le figlie Rina, Anna, Carla ed Angela. Coltivavano viti, peri e peschi, grano e barbabietole; nella stalla c'era il cavallo, 4 mucche e il maiale, nel cortile polli, anatre e oche; avevano un trattore, un aratro, un frangizolle e un carretto per raccogliere la frutta; avevano una Fiat 600, un televisore ed ognuno una bicicletta!

Il nostro babbo, Romano Nati, e la mamma, Anna Ricci, si sposarono nell' aprile 1970. Nel Luglio del 1971 nasce Daniela, un anno dopo preciso, 1972, nasce Elisa, e nel 1976 nasce Michela.

Nel 1976 la nostra famiglia, la famiglia di Lino, che aveva nel frattempo intrapreso il lavoro di camionista, i genitori Mario e Francesca si sono trasferiti tutti nella “CASA NUOVA”, sempre a Grattacoppa, situata a circa 700 metri dalla casa vecchia e dal podere annesso.

Qui, dietro alla “CASA NUOVA”, c’erano altri 2 ettari da coltivare!
Qui fu messo a dimora un impianto di uva trebbiano e fortana, e qualche vite di uve diverse per fare il vino che serviva da auto consumo e per tanti graditi regali...

Il babbo è sempre stato circondato da “donne”, a partire dalla sua instancabile moglie Anna, e da noi tre figlie Daniela, Elisa e Michela che in ogni estate, fin da piccole, "venivamo svegliate presto dalle pesche per essere raccolte"! ...E nel momento dell’uva era bello raccoglierne un secchio pieno in cambio di un gettone dell’amata “Autopista” che veniva in occasione della festa del paese in piazza a Savarna il 2° week end di Ottobre.
Ognuna di noi figlie ha seguito il percorso scolastico che preferiva: Daniela liceo artistico, Elisa l'istituto agrario, Michela l'istituto tecnico industriale.

Nel 1987 nell’azienda agricola viene introdotta la coltivazione del pomodoro da industria. Dopo i primi anni in cui le attrezzature le prendevamo conto terzi, abbiamo acquistato sia la trapiantatrice che la macchina per la raccolta (entrambe usate).

Nei primi anni ’90 il babbo decide di acquistare un negozio di frutta e verdura nel litorale Nord di Ravenna, una scelta fatta per riuscire ad avere un po’ più di margine nei prezzi dei nostri prodotti.
Daniela era la titolare e Michela “commessa”, insieme alla zia Rina. Il negozio ebbe un bel successo, ma non era il luogo in cui Daniela voleva stare nell’estate… lei voleva essere in aperta campagna, con l’alba che appare nell’orizzonte, fino al tramonto con il Sole rosso che scende...
Dopo 5 anni l’attività fu chiusa.

Nel 1996 il babbo inizia ad avere diverse difficoltà di salute. Dopo un anno di cure, varie operazioni e alcune ricadute, finalmente si riprende perfettamente e tutto scorre anche meglio di prima. Quello stesso anno -bisestile- muore la nonna Chichina (Francesca, la sua mamma) e accadono altri piccoli incidenti di percorso. Da quel momento tutta l’Azienda, i contratti di affitto e gli attrezzi passano alla moglie Anna.
Durante le degenze in ospedale il babbo fa amicizia con alcuni altri pazienti, saranno per lui “gli amici del cuore”, che, come altri amici e parenti stretti, diventano aiutanti tuttofare in azienda. Il babbo è sempre molto generoso con chi viene a dare una mano, ma nessuno di loro vuole in cambio denaro, quel che apprezzano sono i prodotti agricoli sempre freschi e in abbondanza e il tempo passato insieme in allegria immersi nella natura!
Daniela continua a lavorare la terra con il babbo e la mamma, Elisa si sposa nel 1998 e diventa coadiuvante agricola insieme al marito Riccardo Bellosi, anche lui agricoltore. Nel 1999 nasce la loro prima figlia Elena e nel 2002 Marta. Da quel momento la nostra azienda e quella Bellosi collaborano, sia come attrezzature agricole che come lavorazioni; in particolare durante i trapianti e le raccolte di bietola porta seme, pomodori da industria, etc...

Michela invece sceglie altre strade lavorative, prima nel campo dell’informatica, poi nell’imprenditoria aprendo un bar nel lughese, poi ancora, dopo un corso di specializzazione, nelle animazioni e nell’educazione dei bambini/e in campo scientifico-ambientale, informatico-multimediale e motorio.

Nel 2001 Daniela prende in mano l’Azienda come giovane imprenditrice. Acquista poco più di 5 ettari di terreno vicino al podere in affitto. Questo passaggio porta ad una nuova visione per il futuro dell'azienda agricola: viene ristrutturata un po’ la “versione” delle colture inserendo il Biologico, dopo il periodo di transizione, nel frutteto (pesche nettarine), nel pomodoro, nel grano e in alcune culture da seme.

In questo anno ci lascia il nonno Alberto e decidiamo di coltivare anche il suo piccolo podere, dietro le rive del Lamone a Torri. Si resta soci delle cooperative a cui si conferiscono i prodotti che coltiviamo, Le Romagnole per l'uva, Terremerse per i cereali, la frutta e i pomodori, la Cooperativa Agricola Cesenate per le colture da seme, la Sopred per l'erba medica. Daniela prende in mano anche tutta l’Amministrazione dell’Azienda, finalmente ci sono le tracce del lavoro che viene svolto, entrate ed uscite, registri dove viene annotata ogni singola azione fatta in azienda, assieme alle lavorazioni e ai trattamenti; condizioni per altro indispensabili per accedere alla certificazione biologica di una buona parte dei nostri prodotti, fornita, nel nostro caso, da Suolo e Salute.
Tutto scorre con annate agricole migliori e altre peggiori… i fattori che entrano nella buona o nella cattiva riuscita delle colture sono veramente tantissimi: il meteo per primo, la salute di chi lavora in azienda, la meccanica dei mezzi agricoli, il caro-prezzi dei prodotti fitosanitari e dei concimi, i bassi prezzi dei prodotti agricoli che coltiviamo.
Nel 2009 però accadono vicende di cui nessuno si aspettava.
Dopo lunghe indagini e dolori, il nostro babbo Romano, sabato 17 Ottobre ci lascia. E con lui qualche mese dopo anche la nonna Tudina.

In azienda quell’anno accorrono tutti ad aiutarci, zii, amici, parenti più lontani.
Da quel momento, Riccardo, diventa la nostra figura di riferimento al quale chiedere consigli, indicazioni per le lavorazioni agricole da effettuare.
Da momenti bui e difficili tante volte nasce qualcosa di bello e si fa strada l'idea di una continuazione famigliare e non individuale dell'azienda e si da' un rinnovato valore allo "stare insieme, all'essere insieme". Si tratta, in fondo, solo di concretizzare e mettere per iscritto quello che  abbiamo sempre fatto: trasportare anche nel momento lavorativo la gioia di stare insieme, quella gioia che ti permette di affrontare con più coraggio, con più forza i momenti difficili e faticosi, quella gioia che ti permette di avere qualcuno con cui condividere anche i successi e le soddisfazioni.

Dalla morte di nostro padre nasce, ri-nasce, l'azienda Nati, l'azienda delle sorelle Nati.
Quale nome migliore se non "BELLAVISTA"... collegando il passato al futuro si costruisce la vita presente.

Il 19 Marzo 2012 (festa del Papà) nasce la Società Agricola Bellavista delle Sorelle Nati S.S.

Lo scorrere del tempo...

Società Agricola Bellavista delle Sorelle Nati S.S.
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